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Zen2, ore 21,00

“Era da stamattina che non ce la fidavamo più. C’erano almeno 20 operai a lavorarci, cose mai viste. Conosciamo a memoria i colori di tutti i deserti del mondo e questo tappeto verde messo là in mezzo faceva impressione. Poi dai furgoni hanno cacciato fuori anche le porte e quello che avevo di lato ha detto: “I carn’arrizzanu”. Le hanno tirate su piaaano, leeenti, hanno usato pure la livella perchè la traversa e la linea di porta dovevano essere perfettamente parallele. La traversa, abituati che sopra le mani del portiere è fuori. Ultimi ritocchi: domani viene il sindaco ad inaugurare. Uno ad uno gli operai coi giubbottini fosforescenti se ne sono andati, via libera: “Fatta fu”. Ci perdonerete, domani stringeremo le mani al sindaco e agli assessori tutti ma noi dobbiamo attaccare d’urgenza. Siamo 150 su un campetto di calcio da 5 contro 5 ma che ce ne fotte: il più piccolo va in porta da un lato, il più pacchione in porta dall’altro, la palla fra i piedi ce l’hanno sempre gli stessi due, gli altri sudano, assicutano e buttano voci. Dopo le prime 6 ore no stop i primi si sono stancati, qualcuno si è fatto già male e la madre a casa gli ha dato il resto e i più piccoli si sono messi seduti a bordo campo, ora sembra una partita vera. Maracanà, Wembley, San Siro, meglio di tutti questi messi assieme è sta faccenda. Cala il sole e si accendono i pali della luce, pochi. Pubblico seduto sulle panchine e affacciato alle finestre, siamo in estate e domani scuola non ce n’è, si va ad oltranza e non si sa quando arriverà il “Chi segna vince”. È troppo bello e forse stasera ci scapuliamo cucchiaiate di legno o padri che ci portano di peso a casa, si gioca tutta la notte, senza fine, con la luce di qualche lampione sgangherato, sotto una luna gigante”.Maracanà

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7 settembre 1893, “Cazzo! Noi possiamo far meglio”

“Una mattina di primavera del 1893 un gruppetto di marinai inglesi in porto da troppo tempo sbarcò a Genova con un pallone di cuoio rotondo e cominciò a prenderlo a calci. La zona dell’angiporto, come al solito, era piena di perdigiorno italiani che bevevano caffè, facevano apprezzamenti pesanti sulle donne, ed erano in cerca di tasche da alleggerire. Gli italiani rimasero a guardare per una quindicina di minuti i marinai che si lanciavano in pallone da una parte all’altra, poi si guardarono fra loro e dissero: “Cazzo! noi possiamo far meglio”. Era nato il calcio italiano”.

“Il Miracolo di Castel di Sangro” Joe McGinnis

Progetti: “Sicilian Characters” (VIDEO)

 

Sicilian Characters È stata presentata la prima puntata di “Sicilian Characters”, una serie di interviste, realizzate in formato documentaristico, che formeranno una vera e propria serie. È l’idea di un gruppo di professionisti siciliani guidati dal regista e fotografo Vincenzo Pennino affiancato da Corrado Li Greci e coadiuvato da Vincenzo Allotta e Gabriele Tramontana, giornalisti ed esperti di comunicazione fondatori dell’Associazione Maghweb.

L’obiettivo della serie è quello di raccontare la Sicilia tramite le storie della sua gente. Personaggi, “Characters” appunto, di nicchia non legati ai canali della comunicazione mainstream, ricercati e selezionati per la particolarità delle loro vicende. È così che artisti, sportivi, professori, e tanti altri, ripercorreranno il labirinto delle loro storie personali che come un “filo d’Arianna” ricondurranno lo spettatore verso un unico protagonista, la Sicilia.

Ad aprire la serie è stata Pamela Conti, calciatrice palermitana di fama internazionale, che nel suo lungo cammino professionale ha giocato in Spagna, Stati Uniti, Russia e Svezia senza mai rompere il profondo legame con la sua terra, con la sua personalissima “nazione”: il mercato storico di Ballarò nel quartiere Albergheria.

Durante la proiezione, avvenuta nel cuore del mercato, è intervenuta via Skype anche la protagonista del video attualmente in Svezia perché tesserata con l’Eskilstuna United.

La serie sarà pubblicata, di volta in volta, su tutti i canali web più conosciuti e sarà proposta anche da alcune tv estere, specialmente oltreoceano dove sono foltissime le colonie di siciliani ormai radicate nel territorio da decenni. Il prodotto finale è sempre visibile in qualità HD e fruibile anche da un pubblico straniero vista la doppia sottotitolatura in inglese e spagnolo.